HD ACADEMY

a cura dell’Ing. Sergio Brighel*

 

Sistemi robotizzati flessibili per riprese video in HD

L’esigenza di sistemi di ripresa robotizzati è sempre più manifesta in uno scenario dove le dimensioni medie degli studi si riducono progressivamente e l’impiego di contributi video “live” dall’esterno è sempre più frequente. Difatti, i registi sono sempre più attratti dall’impiego delle cosiddette inquadrature “beauty”, realizzate cioè con camere situate in punti di vista non convenzionali, “staccate” per pochi secondi in alternanza alle altre camere allo scopo di vivacizzare il ritmo delle riprese. E tale tendenza, confermata anche per la produzione di eventi sportivi e show musicali, è soprattutto verificata quando le riprese sono effettuate in 16:9. In interni, la riduzione degli spazi, particolarmente evidente nel caso della produzione dei notiziari televisivi, delle rubriche correlate, degli annunci e delle sezioni dedicate alle previsioni meteorologiche, è controbilanciata da un numero sempre maggiore di sostenitori delle riprese robotizzate. In tutti questi casi una delle caratteristiche desiderate è la perfetta ripetibilità dei movimenti di camera, in modo da renderli del tutto indipendenti dal particolare operatore. Dopotutto non bisogna trascurare che l’efficacia di una scenografia è esaltata anche dalla sua resa durante un particolare movimento di camera, talvolta da eseguire a tempo con una sigla musicale. Pertanto, l’unico modo per avere la matematica certezza del risultato finale consiste nell’automazione del movimento desiderato. In esterni la situazione assume connotati diversi: alcune inquadrature spettacolari o di “esplorazione” esigono che la camera sia collocata laddove non è permessa (o consigliabile) la presenza fisica di un operatore umano. Al contrario, si desidera introdurre il minor ingombro o impatto ambientale possibile. In entrambi i casi, il problema più rilevante nella progettazione di un sistema del genere, sia nel caso di inquadrature “beauty”, sia nel caso della realizzazione di sistemi automatizzati  più complessi, è connesso al dimensionamento del rapporto  tra costi e benefici. In studio (a maggior ragione in produzioni in Alta Definizione) si renderebbe teoricamente necessario l’utilizzo di camere omogenee di classe Broadcast, perfettamente integrabili e controllabili nell’ambito di una regia fissa o mobile. Ma tale scelta porta a destinare una o più catene camera ad eseguire stacchi che complessivamente sommano poche decine di secondi durante uno show, aumentando in modo spesso ingiustificabile i costi di produzione. A causa di tale fattore alcune idee narrative anche brillanti vengono spesso soppresse per contenere il budget di spesa. Sarebbe dunque auspicabile la disponibilità di sistemi integrati camera - testa Pan Tilt - custodia climatizzata da interni - esterni a costi non proibitivi, ed utilizzabili con semplicità per applicazioni “universali”. Le caratteristiche desiderate sono molteplici e tutte orientate alla flessibilità di impiego: un sistema meccanico affidabile ed accurato, in grado di eseguire movimenti con qualità da messa in onda, ottima resistenza agli agenti atmosferici, semplicità di installazione, sezione camera digitale a 3 CCD in grado di essere controllabile e commutabile in HD e SD, obiettivo auto-focus  ad ampio fattore di zoom e buon grandangolo (possibilmente dotata di stabilizzatore ottico), interfacciabilità elettrica standard con i sistemi di produzione nell’industria Broadcast. Un sistema del genere può senz’altro essere realizzato mettendo insieme componenti prodotti da più aziende. Tuttavia il tentativo fa lievitare i costi a fronte di caratteristiche offerte non più flessibili ma altamente specializzate. Inoltre, l’integrazione porta di solito ad una serie di problemi collaterali da risolvere in fase di installazione: tipicamente la corretta climatizzazione del sistema, le alimentazioni di più componenti disomogenei e la coniugazione dei segnali di controllo delle funzioni della telecamera con quelli di comando del robot di movimentazione. In questo senso le implementazioni di sistemi compatti e flessibili offerti da un singolo costruttore possono rivelarsi un ottimo compromesso massimizzando il rapporto tra prestazioni e costo. Canon ha già da qualche anno affrontato il problema con un primo esperimento, il noto NU-700, indirizzato al settore del Conference, del controllo ambientale evoluto e della produzione video SD in interni/esterni (ed il più recente BU-50L fornito senza sezione camera). Tale apparato pur avendo riscosso un notevole successo mondiale, non risulta però immediatamente integrabile in un impianto di ripresa Broadcast dato che non è genlockabile e dispone di uscita video solo composita. Tuttavia la NU-700 Canon è un robot Pan/Tilt dal prezzo estremamente accattivante con caratteristiche di movimentazione davvero esemplari: moto sui due assi Pan e Tilt estremamente accurato e proporzionato alla percentuale di zoom impiegata, semplicità di installazione meccanica, elevata affidabilità, classificazione IP45 per l’uso in esterni, alimentazione in DC a scelta tra 12, 24 e 48 VDC. Su questa solida base, ed in risposta alle crescenti richieste per sistemi robotizzati flessibili ed “autocontenuti”, Canon ha presentato all’IIBC 2007 un ulteriore evoluzione del prodotto, denominata BU-40H, che si affiancherà alla NU-700. Gli ingombri sono praticamente immutati e il costo annunciato è molto attraente considerando l’estrema qualità del package offerto. La sezione camera è infatti costituita dalla splendida Canon XH-G1 in Alta Definizione, caratterizzata da 3 CCD da 1/3”, zoom ottico stabilizzato 20x4.5 (equivalente a 20x8 in 2/3”), commutabile HD-SD, uscita video SD/HD-SDI con Audio Embedded, ingresso audio microfonico per eventuali effetti ambientali, Genlockabile e dotata di una uscita PAL simultanea anche in modalità HD. A differenza della NU-700 l’interfaccia di controllo è di tipo RS-422, permettendo così la comunicazione con un pannello di controllo fino a distanze di 1200 m con due doppini ritorti in rame. Il protocollo di comunicazione è coerente con quello della NU-700 e risulta esteso per le funzioni aggiuntive di questo modello. Per la parte sistemistica l’americana Telemetrics, che già aveva realizzato le componenti di integrazione per la NU-700, ha subito implementato tale estensione sul suo pannello di controllo CP-D-2A. La Canon BU-40H sarà disponibile sul mercato dall’inizio del 2008.

 

* L’Ing. Sergio Brighel è direttore

tecnico di Trans Audio Video s.r.l.

www.transaudiovideo.it