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La Comunità
radiotelevisiva italofona si è riunita
Ricercare il sentore dell’italianità. Ecco come Remigio
Ratti, presidente della Comunità radiotelevisiva italiofona ha sintetizzato la mission della Comunità, nella consueta
assemblea generale che quest’anno si è svolta a Verona. L’assembra si è svolta all'interno
dei lavori del PRIX Italia, il più antico e prestigioso concorso internazionale
per programmi radio, tv e web. Ad aprire la riunione, cui hanno preso parte i
soci fondatori, tra cui la Rai,
i collaboratori e alcuni amici della Comunità, è stato un tema di grande
rilevanza come "L'italiano nei
balcani, lingua di pace e di cultura", di cui ha discusso Joze Pirjevec,
scrittore e saggista sloveno, professore all'Università di Trieste. Prima,
però, della preziosa relazione di Pirievec ha preso la parola Carlo Rognoni che
ha portato i saluti della Rai “Lo sviluppo internazionale della Rai – spiega
Rognoni – è uno dei punti in agenda e le attività della Comunità sono
importanti sia in sé sia come evidenza di un fenomeno più vasto di quello
linguistico”. Per il consigliere Rai, infatti, il ‘sentire e parlare italico’
devono oggi affrontare nuove sfide “per la presenza dei tanti immigrati che
necessitano attenzione affinché acquisiscano la padronanza della lingua. Per la Rai sono strumenti
indispensabili sia il valore della lingua italiana sia la valorizzazione del
proprio ruolo di servizio pubblico”. E l’augurio finale di Carlo Rognoni è
stato rivolto a una lingua italiana “come strumento di comunicazione e mediazione.
Auguri, quindi, per in dialogo da cui dipende il futuro della nostra area”.
L’assemblea ha, poi, dato spazio alla relazione del professor Pirievec che ha
delineato la storia della lingua e della cultura italiana nello spazio dei
Balcani “Quali sono i limiti dei Balcani? – si è chiesto Pirievec – Sono tanti
i problemi sull’ampiezza della penisola balcanica e la duplicità insita nella
storia di questi territori. Da un lato il latino e l’occidente e dall’altro
l’oriente bizantino con il cirillico”. Nell’intensa relazione dello studioso di
origini slovene, si è giunti anche a definire le influenze veneziane sulle
coste balcaniche fino allo ‘scontro’ tra le due aree culturali e linguistiche,
italiana e slovena, che ci è acceso soprattutto dai primi del Nocevento. Un
excursus intenso e dettagliato che ha permesso ai presenti di comprendere
quanto l’area balcanica oggi possa rappresentare un interessante terreno di
sfide non solo legate alle lingue. “Oggi l’Italia dovrebbe fare di più – ha
sottolineato lo studioso – perché ci sono minoranze italiane e ferite ancora
aperte: è innegabile il fascino che l’italiano esercita aldilà delle politiche
sbagliate dei suoi governi”. E questa sfida sarà presa in carico proprio dalla
Comunità radiotelevisiva italofona che nell’assemblea scaligera ha deliberato
un appuntamento legato al tema dei Balcani. A Tirana, il 15 e 16 febbraio 2008,
sarà organizzato un importante colloquio che coinvolgerà, ospiti della RTV
albanese, linguisti ed esperti di media dei dieci paesi dei Balcani. Numerosi,
poi, i punti affrontati e riassunti in una carta programmatica disponibile sul
sito www.comunitaitalofona.org.
Tra le priorità della Comunità, per il 2008, oltre al supporto alla Settimana
della cultura italiana nel mondo prevista a fine ottobre, restano la promozione
dei prodotti radiotelevisivi delle realtà associate compresa l’interessante
proposta avanzata da ItalRadio di creare una rete mondiale virtuale per mettere
a disposizione via web un palinsesto composto dall’utente secondo i palinsesti
delle singole realtà nazionali.
Tiziana Cavallo